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Trovare risposta a questa domanda non è semplice.

Ecco l’estratto di un interessante articolo che potete leggere nella sua interezza qui.

Il matematico H. Poincaré, in un suo articolo sulla genesi della creazione matematica, fa le seguenti osservazioni:

Un fatto dovrebbe sorprenderci, o piuttosto ci sorprenderebbe se non ci fossimo così abituati. Come succede che c’è gente che non capisce la matematica? Se la matematica invoca soltanto le regole della logica così come sono accettate da tutte le menti normali, se la sua evidenza è basata su principi comuni a tutti gli uomini, che nessuno potrebbe negare senza essere matto, come può essere che tante persone sono così refrattarie? Che non tutti siano in grado di inventare non è certamente un fatto misterioso. Che non tutti possano ricordare una dimostrazione una volta imparata, può pure passare. Ma che non tutti possano capire il ragionamento matematico, quando spiegato, appare molto sorprendente quando ci si pensa. Eppure coloro che possono seguire questo ragionamento solo con difficoltà sono la maggioranza; ciò è innegabile e sicuramente non sarà contraddetto dagli insegnanti di scuola secondaria.

E ancora:

come è possibile l’errore in matematica? Una mente sana non dovrebbe essere colpevole di un errore logico, eppure ci sono tante menti bellissime che non inciampano in un ragionamento breve, come capita nei fatti ordinari della vita, e che sono incapaci di seguire o ripetere senza errore le dimostrazioni matematiche che sono più lunghe, ma che dopotutto sono soltanto una accumulazione di brevi ragionamenti completamente analoghi a quelli che essi fanno così facilmente.1

Attitudini matematiche e attitudini letterarie

Le domande che si pone Poincaré sono sostanzialmente le stesse che ci poniamo noi ogni volta che dobbiamo affrontare in classe il problema della grande differenza di atteggiamento e di comprensione degli studenti di fronte alla materia. Da questo punto di vista le personalità dei ragazzi sono ben disegnate già molto presto: c’è il ragazzo introverso, taciturno e un po’ buio, che va bene solo a matematica o in qualche altra materia scientifica, mentre il suo compagno brillante e chiacchierone, che fa temi di italiano che consolano l’insegnate, spesso fatica a prendere la sufficienza nello scritto di matematica. Queste situazioni in realtà sono più sfumate e non sempre così schematiche, ma possono esistere in una forma di contrapposizione che spesso sconcerta o addirittura non convince chi siede in cattedra.
Quante volte in sala insegnanti ho sentito professori di lettere borbottare con sospetto "mah, eppure è così bravo, non capisco come abbia quattro a matematica!" provocando immediatamente la reazione risentita dei colleghi di matematica: "Ma come fa ad essere bravo in italiano se non è in grado di fare ragionamenti rigorosi, anche se facili, e parla solo per ripetere definizioni imparate a memoria?"

Le "due culture " in sala insegnanti

Tutto questo finisce per alimentare la leggera incomprensione che già esiste tra i colleghi di matematica e di lettere, dovuta, a volte, al disagio che ognuno prova di fronte alle discipline dell’altro, disagio radicato forse in qualcuno già fin da studente.
Alcuni colleghi di lettere spesso mettono avanti le mani dicendo — con ancora un po’ d’ansia a pensarci — che loro "quella roba" non l’hanno mai capita, perché "non hanno avuto un buon insegnante alle elementari (o alle medie) e da allora hanno "una sorta di blocco"" E sospettano che i loro alunni "bravi" subiscano la stessa sorte, vittime di professori che non insegnano, che "non hanno disponibilità umana", che si limitano a riempire la lavagna di formule e di numeri, fulminando con gli occhi la classe e il mondo intero.
Capitano professori di matematica, d’altro canto, che mal sopportano colleghi a cui piace , a parer loro, "parlarsi addosso" e pensano che "…è facile rimediare un sette in italiano ripetendo quattro parole, se si è disinvolti, …che ci vuole…leggere il Foscolo e commentarlo…ma se si tratta di riflettere, di essere sintetici, rigorosi, come si fa ad avere otto a italiano e non riuscire a imbroccare una dimostrazione giusta neanche per sbaglio?…"
Così, tra un sorriso e una smorfia, ogni volta restano sul tavolo commenti acidi o scherzosi, senza che mai nessuna delle due parti si avvicini realmente all’altra in un confronto meno superficiale.
Resta comunque la domanda che si poneva Poincaré: il ragionamento matematico si compone di tanti brevi ragionamenti collegati in una catena. Come mai le persone che non sbagliano nel sillogismo breve sbagliano invece nel ragionamento matematico?

Neuroscienze, apprendimento e didattica della matematica

lavagna Nella scuola media, la recente normativa voluta dal ministro dell’Istruzione prevede che per passare alla classe successiva bisogna avere almeno la sufficienza in tutte le materie.

Ma questo potrebbe provocare una valanga di bocciature visto che gli studenti con una o due insufficienze sono molto numerosi.

Come fare? Rispettare le norme alla lettera?

Oppure trovare il solito aggiustamento “all’italiana”?

La fantasia italiana non ha limiti e molti Dirigenti Scolastici hanno pensato bene di creare un nuovo numero: il “sei rosso”.

Di che cosa si tratta?

Un sei è sempre un sei, ma se lo colori di rosso aggiungi un attributo che lo rende “a rischio”.

Insomma quel sei rosso nasconde una insufficienza che però non viene ritenuta così grave da impedire la promozione. In poche parole tocca ai lavoratori della scuola rimediare le incongruenze del ministero.

Io personalmente preferirei applicare alla lettera quello che le norme, condivise o meno, impongono.

Ma mi piacerebbe sentire i vostri pareri, nei commenti. Riporto qui la notizia presa da Repubblica di oggi:

La nuova normativa prevede che uno solo 5 basterebbe per ripetere l’anno E i presidi inventano un voto che permette la promozione ma contiene un avviso

Bocciati con una sola insufficienza E alle medie si pensa al "sei rosso"

Quasi 800 mila studenti sarebbero a rischio. I respinti potrebbero concretamente arrivare a quota 193 mila, tre volte rispetto al solito

Quasi 800 mila ragazzini della scuola media rischiano la bocciatura e in loro aiuto arriva il "sei rosso".

Sembra proprio questa (a Roma l’idea è stata accarezzata già da parecchi presidi) l’invenzione di presidi e prof della scuola secondaria di primo grado per evitare il disastro di fine anno.

L’anno scolastico è ormai agli sgoccioli e nelle scuole si stanno predisponendo tutte le operazioni per gli scrutini finali: quelli che devono applicare per la prima volta le novità introdotte lo scorso mese di ottobre dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

Voti in decimi per tutte le classi, dalla scuola primaria (l’ex elementare) alla scuola superiore, al posto dei giudizi e promozione con tutti sei, condotta compresa, stanno mettendo in crisi la scuola media.

Ed ecco che dal cappello di creativi dirigenti scolastici e insegnanti italiani esce il "sei rosso": un sei che non è proprio sei.

Ma un 4 o un 5 travestito da sei per evitare di bocciare un ragazzino per una sola insufficienza.

Il "sei rosso", deliberato a maggioranza dal Consiglio di classe, sarà in bella vista nel tabellone finale pubblicato all’albo dell’istituto e verrà accompagnato da una lettera ai genitori che li informa della promozione, nonostante una o più insufficienze: una specie di promozione con debito, già abolita da Fioroni al superiore perché faceva andare avanti ragazzi con lacune anche consistenti.

Del resto, i numeri parlano chiaro. I ragazzini della scuola media che nella pagella del primo quadrimestre hanno riportato almeno una insufficienza sono quasi 48 su 100.

Con record in terza media dove si supera la metà: 51,2 per cento.

In teoria, rischiano la bocciatura 784 mila studenti ma nel corso del secondo quadrimestre parecchie insufficienze sono state certamente recuperate facendo abbassare il numero dei ragazzini a rischio bocciatura.

Ma anche riducendo ad un quarto coloro che mantengono almeno una insufficienza il numero di ragazzini che rischiano di non farcela è enorme: 196 mila.

Nulla di paragonabile con i numeri dello scorso anno, quando i bocciati furono 63 mila: circa un terzo.

Ma quante scuole adotteranno il "sei rosso" e a cosa servirà? Può un 4 diventare sei, seppure rosso?

La normativa sull’autonomia scolastica consente alle scuole un certo margine di manovra.

"Nell’esercizio dell’autonomia didattica – recita il Regolamento sull’autonomia – le istituzioni scolastiche individuano le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale…".

Ma col "sei rosso" si rispettano le normative nazionali che in merito sono tassative (promozione con tutti sei, veri e non rossi)?

E quante scuole seguiranno la linea del "sei rosso"?

Laddove, la norma sarà interpretata in maniera restrittiva, sei tutti neri, gli alunni verranno penalizzati?

Insomma: scrutini fai da te?

O con una certa uniformità in tutto il territorio nazionale?

Il ministero tace, ma una cosa è certa: l’eventuale promozione in extremis non obbligherà gli alunni a recuperare un bel niente, né imporrà alle scuole di organizzare corsi di recupero come avviene al superiore per gli studenti con lacune anche gravi in una o più discipline.

Perché questa eventualità non è prevista da alcuna norma.

E l’eventuale lettera inviata ai genitori servirà soltanto a ricordare alle famiglie che il proprio figlio è stato promosso senza meritarlo. (4 giugno 2009)

Bocciati con una sola insufficienza E alle medie si pensa al "sei rosso" – Scuola&Giovani – Repubblica.it

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equazioni

Per la Terza:

Un ripasso di problemi risolvibili con le proporzioni.

Un’altra serie di equazioni, mi raccomando provateci da soli!

Buon lavoro :-)

p.s. chi riesce a risolvere il problemino scritto sulla lavagnetta?

Per le prime: conoscete già questo Algebra Puzzle, oggi provate a cimentarvi con “Advanced”, la griglia 3×4, un pochino più difficile.

Mandatemi i risultati come vi ha insegnato Adrian!

Visto che il giochino "salva l’alieno" ha avuto molto successo, ne propongo un altro che introduce all’algebra senza parlare di incognite "x" o  variabili "y", ma soltanto di gelati e macchinine.

Esperti come siete in video giochi non avrete bisogno di molte spiegazioni, ad ogni modo se volete vederne uno risolto, cliccate qui.

Cliccate sull’immagine e cimentatevi con "Algebra Puzzle"

AlgebraPuzzle

Buon divertimento :-) e buon lavoro.

Stamane abbiamo parlato delle teorie evoluzionistiche e dei rapporti tra Chiesa e Scienza. Proprio oggi ho letto questa notizia relativa al processo a Galileo Galilei che ha rischiato di venire condannato a morte. Interessanti i documenti originali con la firma dello scienziato.

L’Archivio Segreto Vaticano rende noti i documenti originali del processo
"Il nostro contributo all’anno dell’Astronomia e alla verità storica"

L’uomo che salvò Galilei dal rogo

Quando il cardinale scrisse: "Non è un eretico". E lo scienziato fu prigioniero a vita
di ORAZIO LA ROCCA

L'uomo che salvò Galilei dal rogo

Un documento firmato da Galilei

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1 Lettera autografa del cardinale Roberto Bellarmino, che salvò dal rogo Galilei affermando che non era eretico

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2 La copia della stessa lettera di Bellarmino, autografata da Galilei come salvacondotto

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3 Il testo dell’autodifesa di Galileo Galilei durante il processo

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4 Uno dei verbali del processo, con la firma autografa dello scienziato

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5 Il decreto di condanna: Galilei fu imprigionato in casa, i suoi testi furono proibiti

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  6 La firma di Galilei in un verbale

CITTA’ DEL VATICANO - Galileo Galilei fu salvato dal rogo grazie al deciso intervento del suo principale accusatore, il cardinale Roberto Bellarmino (1542-1621). Sembra quasi un paradosso, ma stando ai nuovi documenti che il Vaticano sta per pubblicare, il porporato durante lo storico processo a carico dello scienziato pisano (celebrato presso il tribunale del Sant’Uffizio dal 1616 al 1633) scrisse di suo pugno un documento nel quale specificava che Galilei "non è eretico", ma che le sue tesi andavano in quella direzione.

Una precisazione non da poco che bloccò di fatto la infernale macchina dell’allora giustizia papale che avrebbe portato il padre della scienza moderna quasi certamente al rogo come Giordano Bruno.
Alla fine del processo, Galilei – grazie alla forzata abiura delle sue tesi copernicane che sostenevano con assoluta certezza che è la terra a girare intorno al sole e non viceversa – fu condannato al carcere domiciliare e i suoi scritti inseriti nell’Indice dei libri proibiti e quindi vietati.
Il testo completo dell’intervento con cui fu salvata la vita di Galilei, unitamente all’intera documentazione del processo finora custodita in Vaticano, vedranno la luce alla fine del prossimo mese di giugno grazie alla pubblicazione del libro "I documenti vaticani del processo di Galileo Galilei" curati dal vescovo Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano.

Non è la prima volta che dal Vaticano vengono pubblicati i testi di uno dei più controversi processi della storia. Il primo Papa che aprì gli archivi a uno studioso francese per analizzare il processo di Galileo fu Pio IX nel 1877. Ma si deve a Giovanni Paolo II – confortato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto dell’ex Sant’Uffizio – la spinta definitiva verso la completa riabilitazione di Galileo col mea culpa del 2000. Il passo fu preceduto – a livello di studio dei testi del processo – da una prima pubblicazione curata da monsignor Pagano nel 1994. "Ma fu un lavoro non completo e fatto un po’ troppo in fretta, con poche note esplicative e qualche lacuna", ammette con prudenza il prelato.
Ora, con Benedetto XVI, i documenti custoditi da secoli in Vaticano saranno resi noti "nella loro interezza, con tutte le fonti storiche riportate alla luce con obiettività ed equilibrio". La nuova edizione – che contiene tutti i testi del processo conservati nell’Archivio Segreto Vaticano, nell’Archivio Storico della Congregazione della Dottrina della fede e nella Biblioteca Apostolica Vaticana – "comprende tutti i documenti relativi ai dibattimenti processuali, una ventina dei quali sono nuovi, nel senso che non sono mai stati presentati al grande pubblico", anticipa Pagano.
Il volume – un enorme testo di 550 pagine con 16 tavole raffiguranti le trascrizioni del dibattimento processuale e la sentenza finale – è pubblicato in coedizione dalla Collectanea Archivi Vaticani e dalla Pontificia Academia Scientiarum. Scripta varia.
"L’Archivio Segreto Vaticano – tiene a precisare il vescovo-prefetto – con questa pubblicazione, fatta nella maniera più umile rifacendosi alle fonti storiche con obiettività a rispetto della verità, ha voluto contribuire a rendere un concreto omaggio all’Anno dell’Astronomia che si sta celebrando in tutto il mondo. Un volume destinato a tutti, studiosi, ricercatori, ma anche a quanti sono amanti della verità storica".

L’uomo che salvò Galilei dal rogo – Spettacoli & Cultura – Repubblica.it

equaz

Ripassa come si trova l’m.c.m. e risolvi le equazioni proposte.

Buon lavoro! (scrivi i passaggi sul quaderno che mi mostrerai)

Oggi dovete controllare la formula per calcolare l’area del poligono regolare.

Area = perimetro per apotema diviso 2

polig1

Usando GeoGebra prima costruite un poligono regolare, ad esempio di 7 lati, poi disegnate gli assi di due lati qualunque. Il loro punto di incrocio è il centro della circonferenza circoscritta.

polig0

Poi misurate il lato e l’apotema (distanza tra lato e centro della circonferenza). Ora puoi calcolare l’area: perimetro per apotema diviso 2 e controllare che il risultato sia uguale all’area calcolata da GeoGebra con il pulsante “Area”.

Spedisci il lavoro al solito indirizzo: info chiocciola sinapsi punto org

polig2

La Portanza

Stamane, non so bene in seguito a quale discorso, l’ormai famoso Marco mi chiedeva perché il vuoto “attira”. La domanda poi è divenuta più specifica e si cercava di capire bene perché l’ala di un aereo ha una spinta verso l’alto chiamata “portanza”. Questa breve animazione e relativa spiegazione è stata presa dal sito dell’aeroporto di Bologna.

Cliccate sull’immagine per far partire l’animazione.

portanza

L’aria che attraversa la parte superiore del profilo ha una velocità superiore, dal momento che deve percorrere una distanza maggiore di quella precorsa dall’aria nella parte inferiore.

Sopra l’ala si genera una depressione, mentre nella parte sottostante si sviluppa invece una pressione.

La depressione “risucchia” l’ala, mentre la pressione la “spinge”, verso l’alto: la portanza è la somma di queste due forze.

Aeroporto G. Marconi di Bologna – La Portanza

Oggi dovrebbe toccare al gruppo 2°. Prima allenatevi con il giochino qui sotto, poi eseguite il Quiz inserendo la vostra password.

Un giochino per gli alunni di prima e non solo.

Bisogna salvare l’alieno inclinando la rampa di lancio del missile dell’angolo giusto.

Clicca sull’immagine qui sotto. Buon divertimento e ditemi che punteggio avete raggiunto!

angoli

quiz_right cubopira

L’esame di terza media si avvicina rapidamente.

Consiglio ai miei studenti di cimentarsi, senza farsi aiutare :-) , con il seguente questionario a scelta multipla.

Sono 12 domande scelte fra le molte proposte negli anni scorsi agli studenti italiani ed europei.

Provateci e cercate di capire quali sono le risposte esatte.

p.s. il test si visualizza meglio se utilizzate Firefox.

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